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La buca

Il frastuono delle cicale copre ogni altro rumore quando Asa si avventura lungo la sponda del fiume che costeggia la casa di Tomiko, sua suocera. In lontananza, si odono le grida allegre di un bambino, qua e là vecchie riviste e lattine vuote si confondono nel verde cupo della vegetazione. Asa si è svegliata poco prima delle sei, ha preparato la colazione e il bentō, il cestino del pranzo, per Muneaki, suo marito, lo ha salutato, è andata a fare la spesa, si è dedicata alle pulizie e nel pomeriggio è uscita per sbrigare una commissione per conto di Tomiko. Dal giorno in cui suo marito è stato spedito per lavoro in quella sperduta area di provincia di cui è originario, e lei lo ha seguito rinunciando alla sua misera retribuzione di lavoratrice a contratto, questa è la sua nuova vita. L'aria è greve e soffocante e l'acqua scura del fiume brilla davanti ai suoi occhi. Asa solleva lo sguardo e, a qualche metro di distanza, scorge un animale nero. Il dorso è grosso e massiccio, le zampe pelose e robuste, la coda lunga un po' ricurva, il corpo interamente ricoperto da una folta e ispida pelliccia. Un cane? Una donnola? Un cinghiale? In realtà, sembra una creatura non appartenente ad alcuna specie conosciuta. Una creatura, inoltre, abituata alla presenza umana, dato che procede tranquillamente senza curarsi di essere seguita. Quando la sua coda nera si infila sinuosa in un cespuglio, Asa affretta il passo per scoprire con sgomento che sotto i suoi piedi non c'è piú nulla. Un balzo, e si ritrova caduta in una buca profonda, dritta e in piedi, senza perdere l'equilibrio... Cosí, in un paesaggio pieno di personaggi eccentrici e creature non identificabili, ha inizio la prima di una...
Nel dolce rumore della vita. Biografia di Sandro Penna

Un poeta, Elio Pecora, ripercorre con la sua scrittura sensibile la scrittura di un altro poeta, Sandro Penna riportando in superficie il pensiero, la solitudine, gli incanti e la sofferenza di una vita da cui nasce una poesia tra le più alte del nostro tempo. Il racconto della vita penniana, sottratto alla leggenda e restituito alla dimensione contraddittoria dell'esistenza, si sviluppa in pagine di rara bellezza nella biografia curata da Elio Pecora, che conobbe Penna negli ultimi anni del grande poeta perugino. Pecora fu tra i suoi più assidui interlocutori nelle lunghe conversazioni telefoniche, diurne e notturne e il primo, tra gli amici, a scoprirne il corpo esanime in un giorno di gennaio del 1977. Pecora non si è limitato in queste pagine a ricostruire filologicamente una vicenda umana e letteraria, ma con le movenze sensibili della sua scrittura si è posto di fronte al «segno di un'esistenza in cui traluce la stella di colui che vede e intreccia parole».
EUR 17.10
Un uomo sottile

Romanzo vincitore della V edizione del Premio Neri Pozza.Costruito come fossero scatole cinesi, questo romanzo ci mette in contatto con il mistero dell'identità, con la chiaroveggenza della letteratura, con il miracolo dei romanzi che in una forma inaspettata finiscono per custodire la memoria di chi li ha scritti anche quando l'autore non può piú ricordarli. Un omaggio, una dichiarazione d'amore verso il potere salvifico della letteratura, e verso uno scrittore che abbiamo tutti amato. Un tributo, un modo per prolungarne ricordo e memoria.«Il romanzo di Pierpaolo Vettori è un libro dentro cui vibra una forza segreta e ammaliante, una felicità che è compositiva ed emotiva insieme» - Andrea Tarabbia«Libro emozionante, con pagine molto belle, animate dalla relazione profonda con l'opera di uno scrittore che, come poi Vettori, ha fatto della simultaneità dello sguardo sulla realtà interna ed esterna il segreto della sua prosa» - Sandra PetrignaniEccomi davanti alla porta. Accosto l'orecchio ma non sento alcun suono. Dietro questa parete c'è DDG, il fantasma che mi ha guidato negli ultimi due anni, gli anni del dolore di Laura e del mio libro. Appoggio la mano sulla maniglia...«In inglese l'espressione vanish into thin air significa all'incirca sparire nel nulla...». Non poteva che iniziare con queste parole Un uomo sottile. Il protagonista di questo libro cerca un uomo che non ha mai visto e che da anni ormai è chiuso in un Istituto di cura di Venezia, colpito da una grave malattia degenerativa. Si tratta di un famoso scrittore, ridotto ormai a una vita assente, privo di memoria, dimentico di chi è stato e di cosa ha rappresentato. Il narratore lo cita solo con il suo acronimo, DDG, ma è evidente si tratti di Daniele Del Giudice: di lui ha letto tutto quello che ha scritto....
Dove si nasconde il lupo

«Vedo ancora quelle minuscole dita di neonato e cerco di capire se siano diventate le dita di un assassino». Il mondo di Lilach Shuster sta crollando. Tutto è cominciato il giorno in cui un uomo afroamericano armato di machete è entrato nella sinagoga riformata di Palo Alto e ha versato il sangue di innocenti. Lilach pensava di avere tutto: una casa con piscina nel cuore della Silicon Valley, un marito di successo, un impegno nel volontariato e la sensazione di vivere in un luogo dove non è necessario difendersi sempre, come nel loro paese d'origine, Israele. La vita sotto il sole carezzevole della California non aveva nulla a che vedere con quella condizione di allarme permanente in cui sono nati Lilach e suo marito Michael, ma in cui non volevano crescere il loro figlio Adam. Dopo i fatti di Palo Alto, quella sensazione di pericolo è tornata, come se fosse sempre stata lì. La preoccupazione per Adam, quell'adolescente introverso e gracile come un uccellino, è diventata ansia protettiva, terrore per la sua incolumità. Ogni sera Lilach scruta il volto del figlio in cerca di uno spiraglio in quel guscio che lo racchiude, con la domanda inespressa tra le labbra: cosa hai fatto, figlio mio, nelle lunghe ore in cui siamo stati separati? Poi una sera, a una festa, un compagno di scuola di Adam, Jamal Jones, muore e c'è chi pensa che sia stato lui a ucciderlo. Sui muri della scuola compaiono scritte antisemite che lo accusano. Lilach non sa più chi è suo figlio, ma teme di conoscere più di un motivo per cui Adam avrebbe voluto uccidere Jamal.
EUR 18.05
Autobiografia della gaffe

«A vent'anni si è così poco sé stessi da non poter essere altro. È l'età della gaffe: il momento della vita in cui la verità non ha fatto ancora in tempo a mascherarsi». Si immagini dunque l'autore giovane, in un pomeriggio d'inizio estate, in una sala gremita di pubblico e autorità locali, esibirsi in un convegno su "La letteratura e i giovani" utilizzando come metafora la perdita di un braccio. Si immagini poi, seduto in prima fila, accanto al Sindaco, un editore leggendario che si agita alle sue parole, voltandosi a destra e sinistra in preda a un nervosismo e un disappunto crescenti. Nell'anima accecata del giovane autore si fa strada l'idea che nulla è meno visibile di ciò che sta molto vicino e così si accorge che, seduto in prima fila accanto all'editore, il Sindaco è privo di un braccio. Tuttavia è a quel punto che accade l'inimmaginabile: invece di concludere il suo discorso e tacere per sempre in preda all'onta, il giovane autore precipita in un gorgo ineluttabile di ignobili riflessioni sulla scrittura come arto mancante e amputazione primaria. Tanto che, quando gli interventi cessano, l'editore leggendario gli sussurra in un orecchio: Sei così bravo in materia che dovresti scrivere un libro sulla gaffe. Questo libro nasce per adempiere quel lontano suggerimento.
EUR 13.78
La vita che vive

Una stessa sensazione, la più semplice, elementare sensazione di essere vivi, può generare la più intensa felicità o può essere, piuttosto, oggetto di paura e di infelicità. Spinoza ha dato a questa sensazione - che ci è familiarissima, ma resta per lo più impercepita e quasi addormentata durante la nostra vita quotidiana - il nome di conatus: una tensione che attraversa il nostro corpo e la nostra mente, e da cui dipendono ogni virtù e ogni vizio. Tutto nasce qui: le paure e i desideri, il fatto che si viva o che si sopravviva. Che cosa fare di questo conatus? È possibile fondare l'etica proprio su questa esperienza elementare? Il saggio di Emanuele Dattilo, scandito in brevi, densi capitoli, cerca di definire questa fondamentale nozione spinoziana, avvicinandola obliquamente, da varie prospettive. Così il conatus si rivela centrale non solo all'interno dell'Etica di Spinoza, ma nell'immediata dimensione etica della nostra vita. Anna Maria Ortese racconta, in un suo articolo, la profonda rivelazione che ebbe, un giorno, calpestando all'improvviso un fiore. Una rivelazione che espresse con meraviglia attraverso le parole: la vita è viva. Riconoscere in ogni gesto il conatus, la vita che vive, significa entrare in una regione totalmente eterogenea a quella delle superstizioni e delle convenzioni morali, una dimensione in cui, secondo Spinoza, la nostra forma si accresce, si intensifica, e apprende a «desiderare direttamente il bene».
EUR 12.82
I sette monumenti. Miti, verità e misteri dell'Antica Roma

C'è un solo modo, vivo e palpitante, di conoscere Roma antica ed è attraverso i suoi monumenti, testimoni muti di un passato glorioso che svolgono il ruolo fondamentale di memoria del tempo da cui provengono. Vi siete mai chiesti quante persone ha visto morire il Colosseo fra le sue strutture? O quanti tramonti e albe ha vissuto il Foro Romano? O quanta gente ha guardato a testa in su la Colonna Traiana che se ne sta lì nella sua maestosità dal 113 d.C.? Conoscendo i segreti e le vicende di queste splendide costruzioni, tutto si illumina e loro diventano la rappresentazione reale, fisica e tangibile, di un passato solo apparentemente lontano. Protagonista di questo libro non è solo la storia di Roma antica: è tutto quello che ruota attorno a essa, alle date e ai personaggi che l'hanno fatta (anche loro malgrado); è quel filo invisibile che non si è mai spezzato fino a oggi. Buona parte di ciò che siamo, pensiamo, percepiamo si può rintracciare in ciò che accadde a partire da ventotto secoli fa in quell'anonimo centro rurale formatosi attorno a qualche colle vicino a un guado sul Tevere. I sette monumenti scelti (Foro Romano, Circo Massimo, Colosseo, Pantheon, Colonna Traiana, Terme di Caracalla e Arco di Costantino) diventano l'occasione per narrare gli aspetti meno noti dell'antico mondo romano, le curiosità meno conosciute, i vizi, le debolezze e le grandezze non solo dei personaggi più celebri ma anche della gente comune, le invenzioni, gli spettacoli, i divertimenti, le terme, la vita sociale e i suoi protagonisti, i numeri e i record di un impero vastissimo. Muovendoci in uno scenario reale (troppo spesso travisato da film e romanzi) si può cogliere l'essenza dei nostri antenati, l'ingegno, la furbizia, la sagacia, i sentimenti,...
La mia fuga da Kabul. Diario dei cinque giorni che mi hanno ridato la libertà

Il 15 agosto 2021 i talebani occupano Kabul. È una tragedia che coinvolge e fa vergognare tutto il mondo occidentale. Asmā ha 23 anni, è una ragazza di buona famiglia, suo padre è l'architetto che da anni progetta l'ammodernamento della capitale ed è stato amico di Massoud, il "Leone del Panjshir" fatto uccidere da Osama bin Laden due giorni prima dell'attentato alle Torri gemelle. Asmā è laureata in Scienze politiche, ha frequentato un master in Relazioni inter - nazionali a Pechino e uno online di un'università romana. Per lei i talebani sono solo un racconto, dei genitori e di sua sorella maggiore, di anni lontani quando ancora lei doveva nascere. Da qualche mese è fidanzata con un ragazzo di Jalalabad, Wahid, ed entrambi sono in attesa di un visto per l'Italia dove dovrebbero frequentare un master. La mattina del 15 agosto escono insieme da casa. Sembra un giorno come gli altri: funzionano i mezzi pubblici, le scuole sono aperte, la gente va al lavoro. Nel pomeriggio però i talebani entrano nella capitale. Tutti i progetti della ragazza che sognava un futuro in Italia sembrano crollare come un castello di carte. Ma insieme al fidanzato decide di non arrendersi. Questo è il diario di cinque giorni vissuti pericolosamente, di azzardi che sembrano la trama di un film d'azione hollywoodiano. Tutto parte dall'e-mail del professore italiano con cui aveva studiato che le chiede, un po' ingenuamente da una località di vacanza (è Ferragosto), se ha bisogno d'aiuto. Comincia così una fitta corrispondenza via e-mail e via WhatsApp, in cui gradualmente vengono coinvolti anche il ministero degli Esteri, della Difesa e degli Interni italiani. Per partire insieme i due ragazzi fanno benedire la loro unione da un imam, poi vengono guidati lungo il pericolosissimo per -...
Il naufragio di Sostakovic. Arte e cultura sovietica negli anni del terrore staliniano

La mattina 28 gennaio del 1936 Dmitrij Šostakovič - che in quel momento si trova ad Archangelsk - sfoglia febbrilmente l'edizione della Pravda. A pagina tre c'è un editoriale non firmato dal titolo Caos invece di musica. Per la maggior parte dei lettori quel titolo non vuol dire nulla. Per lui invece è una pietra tombale sulla sua carriera di enfant prodige della musica sovietica. Due giorni prima era andata in scena a Mosca al teatro Bol'šoj una replica dell'opera che lo ha reso famoso in tutto il mondo. Si tratta di Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk, quattro atti ispirati all'omonima novella di Nikolaj Leskov. Allo spettacolo del Bol'šoj sono presenti Molotov, Mikojan e Ždanov, l'arbitro dell'ortodossia culturale comunista. Ma soprattutto è presente Stalin, incuriosito da quella musica che tutto il mondo onora. Inaspettatamente, al terzo atto Stalin abbandona il palco. Non era mai accaduto prima. È un naufragio, ma Šostakovič lo capirà due giorni più tardi. L'editoriale della Pravda è spietato e nessuno dubita che sia stato vergato dallo stesso Stalin, che la musica la ama e che preferisce Mozart e Beethoven alle astruserie della modernità: «Fin dalle prime battute il pubblico è assalito da un'ondata di sonorità volutamente confuse e discordanti, un formalismo che accarezza il gusto morboso del pubblico borghese con una musica inquieta e nevrastenica».
EUR 18.05
Scrittori in armi

Il servizio militare è stato per lungo tempo un banco di prova, un'esperienza, un passaggio per tutte le generazioni di uomini. Per coloro che ambivano magari a combattere e consideravano la guerra igiene del mondo, ma anche per chi non aveva alcuna dimestichezza con fucili a retrocarica, mitragliatori e bombe a mano e si trovava costretto a sveglie all'alba, marce, discipline ferree, bagni comuni e camerate. Tra questi certo gli scrittori, di solito piú a loro agio nei caffè letterari e in biblioteche antiche piuttosto che in stanze fredde e turni di guardia. \r\nGiuseppe Scaraffia, scrittore raffinato e studioso di letteratura, racconta il servizio militare di molti autori che abbiamo imparato ad amare e a leggere. Attraverso una trentina di esempi, racconta il comportamento di alcuni poeti, scrittori e pensatori che hanno fatto la storia della cultura degli ultimi due secoli: Rimbaud, Nietzsche, Dostoevskij, Proust, Freud, Jarry, Morand, Rilke, Zweig, Thomas Mann, Werfel, Léau - taud, Céline, Savinio, Schnitzler, D'Annunzio, Jünger, Valéry, Fitzgerald, Hemingway, Drieu La Rochelle, Buzzati, Genet, Cioran, Waugh. Un libro sorprendente, un mosaico di ritratti segreti. Un prezioso dizionario di aneddoti e curiosità.
EUR 12.82
L' avventuriero. Sulle tracce di Nicolò Manucci da Venezia allo Stretto di Hormuz

Venezia, novembre 1653. Nicolò Manucci sale a bordo di un veliero pronto a salpare e si nasconde tra i sacchi delle provviste. Il vascello lascia a poppa le luci notturne di Palazzo Ducale. Destinazione: l'ignoto. Nel Seicento, Venezia rimaneva, assieme a Lisbona, Amsterdam e Londra, una delle principali porte europee verso le sconfinate terre dell'Asia. Da lì partivano mercanti, ambasciatori, consoli, cartografi, navigatori e spie. Nicolò Manucci non era però nessuno di questi. Aveva quattordici anni, era di umili origini ed era appena scappato di casa. A bordo di quella nave il ragazzo venne reclutato da un aristocratico inglese con un braccio solo: Lord Bellomont. L'antesignano agente segreto di Sua Maestà britannica stava svolgendo una delicata missione diplomatica alla corte di Persia. Una volta approdati nel porto ottomano di Smirne, la destinazione dei due avventurieri sarebbe diventata Isfahan, la capitale dell'impero safavide. Isfahan all'epoca veniva soprannominata in persiano «nisf-i-jahan»: «la metà del mondo». Per arrivare nella «la metà del mondo» Manucci e Lord Bellomont avrebbero dovuto attraversare in carovana la Turchia, l'Armenia e gli sconfinati altopiani desertici dell'Iran. Tre secoli dopo, tra l'estate del 2015 e l'inverno del 2016, l'autore si è messo sulle tracce di Manucci insieme alla fotografa Angelica Kaufmann dopo aver ricostruito le sue avventure negli archivi di mezza Europa. Il viaggio procede da Venezia a Smirne allo stretto di Hormuz, oltre cinquemila chilometri via terra, un lungo e impervio tragitto attraverso le frontiere militarizzate delle più instabili regioni del pianeta.
EUR 20.90
Mathematica. Un'avventura alla ricerca di noi stessi

Una disciplina elitaria, astratta, che incute soggezione, quando non viscerale antipatia: cosí la matematica è generalmente percepita, come un freddo sapere logico riservato a pochi eletti in grado di esercitarlo.\r\nLe cose, tuttavia, stanno davvero cosí? Occorre davvero un talento innato per la logica per comprendere la matematica? O una simile percezione non è altro che un luogo comune, frutto di un'errata trasmissione del contenuto proprio di questo sapere?\r\nNelle pagine di questo libro, David Bessis sfata questo luogo comune e mostra come la matematica riguardi un'attività umana che non ha nulla a che vedere con una disciplina logica (la logica concerne altri campi), ma è una vera e propria pratica, come lo yoga e le arti marziali, per le quali non è richiesto un talento innato. Del resto, è ciò che i grandissimi matematici vanno ripetendo dall'alba dei tempi, con quell'atteggiamento spesso scambiato per falsa modestia. Nessuna dote connaturata, ma soltanto una capacità molto spiccata di esercitare curiosità, immaginazione e intuizione. Doti che, com'è noto, sono alla base dei grandi momenti di apprendimento della vita: parlare, camminare, mangiare col cucchiaio, leggere, andare in bicicletta. Comprendere la matematica è, perciò, come percorrere un sentiero che conduce alla magnifica elasticità mentale di quando si è bambini, a quella condizione, cioè, in cui si è in grado di apprendere, una dopo l'altra, le difficilissime azioni che caratterizzano la nostra specie. \r\nCerto i matematici hanno inventato una trascrizione tanto precisa quanto ermetica per le loro intuizioni, proprio come i musicisti hanno inventato la loro ermetica notazione. I musicisti, tuttavia, hanno un innegabile vantaggio, basta che suonino e chiunque è in grado di seguirli. Non fosse possibile ascoltarne la musica, ma fosse dato soltanto decifrarla sugli spartiti, i musicisti sarebbero, nella considerazione comune, esattamente come i matematici: una cerchia...
L' ufficio degli affari occulti

Un bambino corre, a piedi nudi, nella notte. Corre senza meta nelle viuzze buie e strette della Parigi cenciosa che festeggia l'ascesa al trono di Luigi Filippo. Il suo cuore è un tamburo impazzito. La mente, occupata da un solo pensiero: sfuggire agli artigli del Vicario, che è lì da qualche parte, nell'oscurità, pronto a dargli la caccia tutta la notte. In un vicoletto, il bambino scorge un coccio di bottiglia tra le immondizie. Lo afferra per tagliare il tendone più vicino. Un taglio discreto, giusto per entrare. Una volta dentro, lo accolgono visi da incubo, emersi dal nulla, in un terrificante labirinto di specchi da cui è impossibile uscire…\r\nDall'altra parte della città, in uno dei quartieri ricchi della capitale, nella residenza di Charles-Marie Dauvergne, deputato alla Camera di fresca nomina, si festeggia il fidanzamento di Lucien Dauvergne con la figlia di un industriale normanno. Lucien è un giovane frivolo, un dandy elegante e bohémien. Nel corso della serata, sale al piano superiore della casa e scompare letteralmente dalla festa. Temendo un capriccio del suo incorreggibile rampollo, Madame Dauvergne si avventura anche lei al primo piano, e vede il figlio inginocchiato dinanzi a un grande specchio di Venezia con la cornice dorata. Il giovane si alza, abbozza un saluto, poi avanza con passo risoluto verso la finestra e si getta serenamente nel vuoto.\r\nL'inchiesta su una tragica, illogica morte del figlio di un personaggio illustre suscita sempre non pochi timori nelle alte sfere del potere. Alla Süreté viene perciò convocato e istruito in tutta fretta Valentin Verne, giovane ispettore della Buon costume, il servizio di protezione della morale. A Valentin, che sotto la sua apparenza eterea cela una durezza, una determinazione tagliente quanto il filo di una lama, non resta che accettare il nuovo...
Guerra totale. La bancarotta bellicista

«La guerra non è mai fatale, ma sempre perduta»: così Gertrude Stein nell'esergo in apertura di questo libro. Da reporter che è stato presente sui principali fronti di guerra del nostro tempo, Domenico Quirico conosce bene la verità di questa affermazione. Ogni guerra accade per decisione deliberata. Ogni guerra è perciò, secondo l'abusata citazione di von Clausewitz, una continuazione della politica con altri mezzi che presuppone sempre una qualche strategia di conclusione.\r\nOra, che cosa è la guerra in Ucraina? Una guerra di resistenza del popolo ucraino nel più generale confronto tra democrazie e tirannidi trucide? L'eterno Oriente asiatico contro l'eterno Occidente? Il tentativo di ricomporre la frattura spalancata dalla fine del comunismo e di riavviare la Storia? Oppure una colossale guerra del gas e del petrolio ben camuffata da stantii nazionalismi? E, soprattutto, qual è lo scopo della creazione di una furente opinione pubblica bellicista, propensa a dare mandato senza tentennamenti ai pochi decisori del confronto armato? La guerra in Ucraina appare, in queste pagine, come una bancarotta totale. Per Putin, il piccolo zar con le sue parole consunte, i suoi furori ideologici medievali, è la bancarotta dell'illusione di una vittoria breve, destinata a riaffermare unilateralmente e per decreto la Potenza russa. Per Zelensky, che insegue il mito della vittoria assoluta, la bancarotta del suo Paese, destinato a una miseria e distruzione dalle quali occorreranno lustri per uscire. Per l'Occidente, la bancarotta di un conflitto iniziato senza una strategia di conclusione, se non la nuda e semplice sconfitta del nemico. Una prospettiva di certo presente nelle guerre del passato, ma a dir poco insensata in una guerra in cui esiste la possibilità, dopo l'annessione formale del Donbass alla Russia proclamata dalla Duma, di un apocalittico non ritorno.
EUR 18.05
Trilogia della guerra - COFANETTO. Tre volumi indivisibili: Niente di nuovo sul fronte occidentale-La via del ritorno-Tre camerati

NIENTE DI NUOVO SUL FRONTE OCCIDENTALE \r\nQuando la Grande Guerra si ammassa all'orizzonte dell'Europa, mossa dai discorsi patriottici del professor Kantorek un'intera classe di diciottenni viene spinta ad arruolarsi volontariamente solo per scoprire l'orrore del disastro e il terrore della morte. Uno dei più grandi libri mai scritti sulla carneficina della Prima guerra mondiale. \r\n«Commuovere il lettore con la forza delle parole, e destarne insieme cuore e mente, è il dono straordinario di Remarque». - The New York Times \r\nLA VIA DEL RITORNO \r\nIl ritorno in Germania di una compagnia di trentadue uomini - unici sopravvissuti su più di cinquecento fanti partiti - attraverso la Francia, con i lineamenti segnati dall'orrore. Il fronte, quell'inferno di paura e distruzione, è penetrato troppo a fondo nei loro cuori?\r\n«Remarque ha un passo inquieto, senza via d'uscita, dolente e coinvolgente». - la Repubblica \r\nTRE CAMERATI \r\nTre giovani reduci conducono un'esistenza grama, tra disperazione e voglia di dimenticare, nella Germania schiacciata da una spaventosa crisi economica che si prepara la strada per riabbracciare l'orrore in agguato negli anni Trenta. Un intenso, personalissimo corpo a corpo con la caducità umana e l'amore e la morte in cui essa si espone. \r\n«Un'opera d'arte perfetta e, nello stesso tempo, di indiscussa verità». - Stefan Zweig
EUR 33.25
Nei mari di Ulisse. Sulle tracce di Omero alla scoperta di Palmira

Il 5 maggio 1750 il trealberi Matilda salpa da Napoli per le terre del Levante; a bordo, tre gentiluomini inglesi appassionati di Omero, decisi a ritrovarne le tracce, e un valente artista italiano, grazie ai cui disegni l'Europa riscoprirà le meraviglie del mondo antico. Il viaggio era stato progettato a lungo: sognato in eleganti interni inglesi, fra legni lucenti e scoppiettii aromatici nei caminetti, messo a punto nelle dolcezze di un autunno romano, è infine intrapreso con l'arrivo, nel porto di Napoli, della nave noleggiata a Londra - un trealberi fornito di tutte le comodità indispensabili al benessere di giovani aristocratici e di un'invidiabile biblioteca. La spedizione, che si protrae fino all'estate del 1751, percorre le coste del Mediterraneo, da Smirne a Costantinopoli, dalla piana di Troia all'Egitto, trasformandosi in carovana armata per penetrare nell'interno, accumulando marmi e dati archeologici, deviando dal percorso per scoprire e rivelare al mondo le meraviglie di Palmira e di Baalbeck. Giaveri ricostruisce l'affascinante avventura che inaugurerà una nuova stagione d'amore e di studi per l'antichità classica, congiungendo il Secolo dei Lumi con quello del Romanticismo. Un libro storicamente preciso e letterariamente libero. Perché leggere una storia di mare navigando su quello stesso mare può condurre i giovani avventurosi a mirabili scoperte ma anche a discussioni divertite e irriverenti sui grandi testi omerici. Il viaggio è infatti accompagnato dalla lettura dell'Odissea. Mentre i tre raffinati grecisti di Oxford discutono di poesia orale o dell'esistenza stessa di Omero, il disegnatore piemontese pone un quesito ingenuo che scatena un'indagine serrata e impertinente: «L'avventuriero che giunge a Itaca e rivendica il trono si chiama davvero Ulisse?»
EUR 18.05
Il creato secondo Alina

Quando Sara, una giovane donna, incontra durante una vacanza la piccola Angela, una dodicenne piena d'entusiasmo e di curiosità, nasce tra le due un'amicizia particolare e inaspettata, che porterà Sara a riscoprire in ogni aspetto della natura la presenza di Dio. Tutto il Creato visto attraverso gli occhi di Angela si trasforma così in un qualcosa di magico e di intimo, in cui il Signore manifesta la cura, l'attenzione e l'amore di cui Lui ci circonda ed evidenzia in ogni sua creatura il Suo interesse per noi. Ma chi è Angela? Chi è questa "piccola peste" che accompagna Sara nella scoperta di quei luoghi da cartolina, nel suo mondo interiore? E perché Sara riesce a sentirsela così vicina e complice pur consapevole della differenza di età che le divide?
EUR 7.80
Neapolis, in Sardegna. Architettura e urbanistica. Nuova ediz.

Tra le antiche città della Sardegna, Neapolis sembra essere tra le meno conosciute. Naturalmente affacciata sulla costa meridionale del golfo di Oristano, rappresenta l'esito dell'evoluzione di un organismo urbano la cui nascita viene comunemente attribuita alla fine del VI secolo a.C., a seguito dell'influenza punica nel territorio. Eppure, della sua storia urbana non si conosce molto, ed è proprio in quest'ottica che il volume tenta di far dialogare l'eterogeno bacino di informazioni scaturite dalla lettura e dallo studio delle fonti, così come dall'analisi delle testimonianze architettoniche (tutte di età romana) indagate in occasione delle esperienze di scavo archeologico: dati e notizie che consentono di delineare nuove ipotesi in merito alla topografia dell'area urbana, rendendo possibile interpretare il ruolo della città fino alle prime modifiche e trasformazioni di età medievale. Parallelamente, un approfondimento orientato alla rilettura a scala territoriale dell'organizzazione viaria di età romana consente di conferire a Neapolis nuova forza nell'ambito di un assetto territoriale antico.
EUR 26.60
Pierre Vago e la cultura architettonica del Novecento. Un dibattito tra Francia e Italia
Santa Fosca on Torcello Island and the Hypothesis of the Dome. From historiographical problems to structural analysis

Il volume raccoglie gli esiti di una ricerca di dottorato - espletata dall'autrice nell'ambito del Dottorato in Conservazione dei Beni Architettonici, DAStU, Politecnico di Milano (relatore Prof. Claudio Chesi, co-relatore: Prof.ssa Maria Antonietta Crippa) - che sfrutta l'analisi strutturale per validare un'ipotesi storica su un edificio (la chiesa bizantina di Santa Fosca), rappresentando così un interessante applicazione del processo empirico-sperimentale e della necessaria commistione - quando si parli di interpretazione strutturale degli edifici monumentali - tra storia e struttura.
EUR 36.10
